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 Dove trascorrere le vacanze di Pasqua nel Gargano
Una buona idea per trascorrere le festività pasquali a contatto con la natura e con le splendide coste pugliesi è quella di un soggiorno rilassante nel territorio del Gargano. Il Gargano infatti offre l’opportunità di trascorrere una vacanza variegata, in quanto è un territorio che ha chilometri di costa con splendide spiagge, promontori, scogliere e panorami suggestivi; natura incontaminata e zone verdi in cui incontrare fauna e flora di ogni tipo; paesini caratteristici e pregni di storia e cultura; ottima cucina ed ospitalità invidiabile.
Una zona tra le più belle di tutta la regione è senza dubbio quella che racchiude la foresta umbra, all’interno del Parco Nazione del Gargano. Qui i colori della natura sembrano disegnati da un pittore impressionista, i faggi, gli aceri, le querce, i tigli, rendono questo territorio un autentico polmone verde; le loro chiome si innalzano prepotentemente verso il cielo e danno una sensazione di quiete e pace difficile da ritrovare in qualsiasi altro luogo della Puglia. Alberi secolari ed aria incontaminata ne fanno una meta ideale per tutta la famiglia; i bambini inoltre hanno la possibilità di osservare alcune specie animali, comuni o piuttosto rare, che altrimenti sarebbero visibili soltanto nei documentari. Allora tra daini, donnole, volpi, cinghiali, caprioli e picchi, il divertimento e l’emozione per i nostri piccoli è assicurata.
Dalla foresta umbra è facile arrivare a Peschici, piccolo comune costiero, costruito su un promontorio, dal quale si domina il litorale. Qui, in primavera si possono osservare dei tramonti sul mare che lasciano senza fiato; in questo piccolo borgo inoltre potrete scorgere panorami di incredibile bellezza, come quello che si gode dalla Torre di Monte Pucci, una delle poche fortificazioni costiere ancora presenti sul territorio. Non può mancare poi una gustosa cena a base dei prodotti ittici locali in uno dei caratteristici ristoranti impiantati sui trabucchi, complesse costruzioni lignee, un tempo molto sviluppate per la pesca.
La nostra vacanza a contatto con la natura, può proseguire poi lungo le sponde del lago di Varano, il più grande dell’Italia del Sud, conosciuto per la pesca delle anguille e separato dal mare da una lingua di terra lunga 10 chilometri e larga appena 1, denominata semplicemente “Isola”. Qui si possono trovare numerose specie di uccelli, dai cormorani, alle anatre, dagli aironi ai beccaccini ed al caratteristico martin pescatore.
Uno dei paesi lambiti dal lago è Ischitella, un piccolo comune noto per la produzione di ottimi agrumi. Questo antico borgo domina dall’alto il litorale ed il panorama spazia dalle colline circostanti alle Isole Tremiti, fino a raggiungere, in giornate particolarmente terse anche le coste del Molise e dell’Abruzzo ed addirittura quelle della Dalmazia.
Trascorrendo la Pasqua nel Gargano si ha quindi la possibilità di vivere una piacevole esperienza che ci riporta ad una dimensione più umana dei luoghi e che ci avvicina a bellezze naturali particolarmente suggestive.
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La parte settentrionale della Puglia è caratterizzata da un promontorio che dà il nome ad una delle aree più belle di tutta la penisola: il Gargano.
Questo lembo di Puglia, corrispondente alla parte orientale della provincia di Foggia, ha caratteristiche differenti rispetto al resto della regione: in esso infatti possiamo trovare chilometri di costa con promontori, declivi e ampie spiagge; zone collinari che superano i mille metri di altitudine, cittadine industriali e portuali, paesi ormai notissimi, incentrati sulla religiosità e sul turismo che ne deriva, laghi e arcipelaghi, e territori immersi nel verde lussureggiante come quello della foresta umbra e del Parco Nazionale.
Per iniziare un tour del Gargano, possiamo partire da una città che si trova ai piedi del promontorio e che rappresenta un importante snodo portuale per la regione: Manfredonia.
Questo grande paese di quasi 60000 abitanti, anticamente chiamato Sipontum, è un importante centro industriale della provincia di Foggia, che, nel corso degli ultimi anni ha visto aumentare le presenze turistiche grazie ad opere di bonifica delle zone paludose, al potenziamento del porto turistico ed alla valorizzazione della riviera che da Manfredonia scendendo verso sud, conduce a Siponto.
Il monumento simbolo della città è certamente il Castello Svevo-Angioino-Aragonese, trasformato e ristrutturato varie volte nel passato e che oggi ospita anche un importante museo archeologico. Da vedere poi ci sono i monumenti a carattere religioso, come la Cattedrale del 1600, la Basilica di Santa Maria Maggiore di Siponto, in stile romanico pugliese, la bella Abbazia di San Leonardo, poco fuori città ed anche la moderna Chiesa della Sacra Famiglia, con caratteristici ed imponenti mosaici.
Per chi si trova a passare da queste parti durante il periodo di Carnevale è d’obbligo l’assaggio della Farrata un tipico piatto rustico della cucina locale a base di farro, ricotta e maggiorana.
A pochi chilometri da Manfredonia, troviamo Monte Sant’Angelo, un suggestivo paesino, recentemente dichiarato dall’Unesco, Patrimonio Mondiale dell’Umanità. Dall’alto dei suoi 800 metri, ed immerso in una zona boschiva, domina il golfo sottostante con panorami mozzafiato. Rinomata meta di pellegrinaggi, deve la sua rilevanza soprattutto al Santuario di San Michele Arcangelo, edificato a partire da una grotta, tuttora presente, nella quale si dice sia apparso l’Arcangelo Michele; il Santuario, vero gioiello del XII secolo conserva monili e addobbi sacri di notevole importanza, tuttora custoditi dai padri micaeliti.

Proseguendo ad est, ci fermiamo nell’amena località di Vieste, il paese più ad oriente del Gargano, una rinomata località balneare, più volte decretata Bandiera Blu, con ampie spiagge sabbiose interrotte da suggestivi promontori. Il simbolo del paese è senza dubbio il Pizzomunno, una bianca roccia monolitica alta circa 25 metri, che domina la spiaggia detta del Castello e che porta con sé una suggestiva leggenda legata ad una triste e romantica storia d’amore. Da vedere in città c’è la Concattedrale, dedicata alla Maria Assunta e sorta in una delle zone più alte di Vieste, ed il Castello, un imponente costruzione sveva, attualmente utilizzato dall’esercito.
Gli elementi che forse più contraddistinguono questa zona sono i Trabucchi, delle tipiche installazioni in legno sul mare, con dei bracci molto lunghi ai quali è agganciata la rete che servirà per la pesca.
Prima di ripartire da Vieste è bene fare un assaggio della cucina locale, che trova la sua massima espressione nei troccoli, dei tagliolini di pasta fresca ruvida, preparati in numerose ricette, soprattutto in quelle che esaltano i sapori del pescato del mare pugliese.
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Per spezzare i ritmi della vita quotidiana, staccare la spina e ripartire, un bel viaggio è la soluzione ideale; che si parta per una settimana, per un weekend o soltanto per una notte, allontanarsi dalle proprie abitudini giornaliere per un po’, aiuta a rilassarsi e vivere meglio.

- Statua Di Sant’Oronzo a Lecce
Il Salento è uno di quei territori che hanno la fortuna di poter essere visitati in tutti i periodi dell’anno, sia per un clima mite e piacevole, sia perché ha da offrire mare cristallino e belle spiagge ma anche altre bellezze naturali ed architettoniche di notevole pregio.
Il tour del Salento non può che iniziare dal suo capoluogo, Lecce, città barocca per eccellenza, che offre al visitatore uno scenario unico, ricco di monumenti e storia e, al tempo stesso, moderno e divertente.
Nel centro storico di Lecce troviamo un’impressionante concentrazione di chiese in stile barocco, perfettamente conservate e fruibili dai turisti; quella che meglio rappresenta questo pomposo stile architettonico e che lascia a bocca aperta tutti coloro che hanno la fortuna di poterla ammirare è senza dubbio la Basilica di Santa Croce, costruita in 150 anni, a cavallo tra il 1500 ed il 1600. Subito dopo si può visitare il Duomo, affacciato sull’omonima piazza chiusa su 3 lati, dove sorgono il Vescovado ed il Seminario, oltre all’imponente campanile. In Piazza Sant’Oronzo, nel cuore della città, si può osservare la statua del Santo, patrono della città, con a fianco il Sedile appena ristrutturato e l’anfiteatro romano, dove nel periodo estivo si svolgono numerosi concerti. Lecce è anche una città giovane ed è ormai famosa la sua “movida”: un fiume di ragazzi che, soprattutto durante il weekend, si riversa per le strade del centro, dove in pochi anni si sono moltiplicati i locali quali, pub, ristoranti, bar.
Spostandoci da Lecce e proseguendo a sud, un paese da visitare e che vi sorprenderà, è sicuramente Maglie, situato nell’entroterra a circa 30 km da Lecce ed a 10 minuti da Otranto. Qui si possono ammirare delle stupende chiese quali il Duomo, costruito tutto in pietra leccese, con il suo campanile di ben 48 metri; la chiesa della Madonna delle Grazie con annessa imponente colonna. Ciò che però colpisce di più in questa cittadina, sono sicuramente i palazzi nobiliari del centro, quali Palazzo Baronale, Palazzo Garzya, Palazzo del Municipio; tutti perfettamente tenuti e curati, che armoniosamente si amalgamano ad un centro storico tra i più interessanti di tutta la zona.
Riprendendo il nostro cammino verso l’estremo sud della nostra regione arriviamo a Santa Maria di Leuca, dove c’è il suggestivo incontro dei due mari, l’adriatico e lo jonio, con una linea di demarcazione delle acque, spesso ben visibile ad occhio nudo grazie alla differente temperatura delle stesse. Oltre che per il mare cristallino, le sue affascinanti scogliere e le numerose grotte marine, Leuca è nota anche per le sue splendide ville ottocentesche, in cui lo stile architettonico locale si sposa perfettamente con il verde della natura e con le tradizioni. In tali ville troviamo infatti fregi ed ornamenti di rilievo, ma anche ampi parchi e giardini, pozzi per l’acqua, cappelle private, stalle per cavalli e antiche rimesse per le carrozze. Da visitare inoltre è il Santuario di Santa Maria de Finibus Terrae, dedicato alla Madonna, collegato al sottostante porto da una scalinata di oltre 280 gradini e che accompagna l’ultima parte dell’acquedotto pugliese, che in questo punto sfocia in mare.
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